Antonio Ministeri
Antonio Ministeri è un compositore e pianista italiano, nato a Catania nel 1989. Cresciuto in una famiglia profondamente legata all’arte (il padre e il nonno sono musicisti, mentre lo zio è fondatore di una compagnia teatrale), si appassiona da giovane al pianoforte, per poi avvicinarsi alla composizione. Dopo aver intrapreso gli studi di musica classica, amplia i propri interessi verso la musica per immagini e la musica elettronica.
Si laurea nel 2018 in “Musica Elettronica” e nel 2020 in “Musica Applicata” presso il Conservatorio Statale di Musica “F. Venezze” di Rovigo. Parallelamente al percorso accademico, comincia a lavorare come compositore e sound designer per produzioni televisive (collabora con il “Good Lab” del M° Paolo Buonvino per la realizzazione di alcune musiche per la serie “Coppie in attesa”), spot pubblicitari, documentari e trailer.
Scrive inoltre le musiche del cortometraggio di Valentina Casadei “Giusto il tempo per una sigaretta”, vincitore del premio Miglior Film e Migliore Regia di “Spazio Italia”, e realizza il sound design per il cortometraggio “Insieme” di Lorenzo Sepalone, che vince il Premio Miglior Film nella sezione Visioni Acquatiche del festival Visioni Italiane.
Nel 2021 collabora come arrangiatore alla realizzazione dell’album “Muqataea” di Francesca Guccione. Sempre nel 2021, insieme ad alcuni colleghi compositori, fonda lo studio di produzione “Alea”, che diventa un punto di riferimento per lo sviluppo dei propri progetti artistici e delle collaborazioni professionali.
Nel 2023 pubblica il suo primo lavoro discografico, “In Bloom”, sotto l’etichetta canadese Little Symphony Records. L’album è il risultato di una riflessione sul valore della lentezza e di una leggerezza ritrovata. I sette brani che lo compongono offrono all’ascoltatore uno spazio isolato – una “bolla” – in cui rifugiarsi per ristabilire il proprio tempo, riposare e distaccarsi dalla frenesia quotidiana, riscoprendo una connessione autentica con le proprie emozioni. L’atmosfera è ambient/elettronica, con sintetizzatori, suoni campionati e chitarre elettriche che si intrecciano a sonorità minimaliste e acustiche, grazie al pianoforte e al quartetto d’archi. Il risultato è un paesaggio sonoro rarefatto e leggero, ma sempre denso ed espressivo.